Sua maestà il “Principe del vino”

Antony Bengivenga, proprietario di “Grape Expectations” con il sogno di esportare un vino nobile, dall’America all’Australia. Il ViicePresidente dell’Associazione “Unico” ribadisce agli italoamericani di non dimenticare mai le proprie origini e la lingua italiana.

Da sempre, quando si parla di vino, si propina una bevanda di origini nobili. È la letteratura che ce lo insegna in “Il canto di Bacco e Arianna” di Lorenzo dei Medici o la Storia, già al tempo delle corti regali di Roma e persino nel Medioevo. “La vita è troppo breve per bere vini mediocri”, così scriveva Johann Wolfgang von Goethe. Tali aforismi fanno da premessa al nostro personaggio, che per le sue competenze nel campo, è stato definito il “principe del vino”, the prince of wine, come viene denominato in America.

Peculiare, così, l’intervista con Antony Bengivenga, di origini siciliane, ma che vive in America, nel New Jersey a 40 km. da New York. Da giovane doveva essere bellissimo. Un uomo avanti negli anni, ma affascinante esteticamente e perbene nei modi. Inizia a raccontare che il padre era di origini campane, di Caserta, mentre la madre di un paese della Sicilia, di Siculiana Marina, vicino Agrigento. La sua mamma parlava solo in dialetto siciliano ed è stata lei che lo ha fatto innamorare della Sicilia. Nella vita è un esportatore di vino in America. Ha cominciato 20 anni fa con il fratello e la figlia. Tutti i nonni facevano vino e lui ha voluto perseguire la tradizione di famiglia. La sua preferenza è l’uva di California, molto buona, da cui poi nasce il vino Cabernet. L’uva di Anza, che è molto buona, dalla California, gli ricorda un vigneto ed una fattoria, comprati nei primi anni. Quello che esporta è un vino rosso o bianco, ma secco. La sua azienda, “Grape Expectations”, è collocata in un magazzino, con tanti barili e macchinari anche italiani. Oltre alla figlia ha degli operai che ci lavorano assiduamente. Pur non essendo un Sommelier, ricorda che già da piccolo assaggiava il vino e ne rimaneva entusiasta. È stato così che è divenuto un perfetto conoscitore. Gli chiediamo quale sia il vino più buono d’Italia. Il Barolo in Piemonte, San Giovese Toscana e Nero D’Avola, ma anche quello Pugliese, risponde. La sua famiglia d’origine è composta da tre fratelli, di cui due, purtroppo, non ci sono più; ha anche due sorelle. La sua famiglia dopo il matrimonio è formata da tre figli e dieci nipoti. Si sente innamorato dell’Italia, delle sue bellezze e della sua Architettura. Proprio perché la mamma era di Siculiana Marina, alle porte di Agrigento, ha portato con sè, gli odori, i sapori e i profumi di Sicilia. Ricorda il mare, la salsedine e le onde che s’infrangono sulle scogliere, quando rammenta le parole materne. La spiaggia di Siculiana Marina ha una distesa di sabbia fine, adagiata in un’insenatura che confina con una riserva naturale protetta. La costa che la caratterizza, avvolge il litorale da Sciacca sino ad Agrigento, tanto da essere considerata tra le più belle d’Italia. Maria e Raffaele, i suoi genitori, hanno vissuto il sogno americano. Antony ha puntato molto sulla sua Azienda vinicola, con la quale esporta in tutta l’America. Il suo desiderio sarebbe quello di esportare in tutto il mondo fino all’Australia. Sa che gli italoaustraliani amano il vino, dunque hanno anche loro questa passione per il vino buono e in particolare per quello italiano. Antony ha conosciuto molti personaggi famosi in Italia, ma il più importante è l’attuale Papa, Francesco Bergoglio, che ha vissuto in Argentina, ma di origini piemontesi, di Montechiaro (Asti). Il Papa ha lasciato un segno profondo nel cuore di Bengivenga. La nostra interessante intervista prosegue con il suo racconto in cui menziona l’Associazione “Unico”, no-Profit di cui fa parte, di cui è VicePresidente, ma ci anticipacon orgoglio che nel 2024 sarà Presidente. Questa promuove per gli Italoamericani eventi, tradizioni, lingua, borse di studio e scambi culturali per studenti. È stato in virtù di una manifestazione che ha potuto conoscere, Josephine Maietta, la giornalista, Promoter e conduttrice della trasmissione radiofonica “Sabato italiano” di Radio Hofstra University di New York. Invitato due anni fa ha potuto fare in diretta un’intervista e parlare dell’importanza per gli Italoamericani di Cristoforo Colombo e degli altri esploratori, come Vespucci e Caboto. Antony Bengivenga insiste agli italoamericani di non dimenticare mai le proprie origini e la lingua italiana.

Solo così l’Italia non resterà solo un miraggio, ma il sogno di ogni italiano all’estero che non vuole scordare la sua Madrepatria.

Kettymillecro55@gmail.com

https://youtu.be/kcIGOX8uWY0

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