
L’Avv. Ulisse Antonio Pedace di Catanzaro con esperienza trentennale di pratica forense. Si occupa di diritto della cittadinanza, diritto della proprietà, delle successioni, diritto bancario e buoni postali. Spesso viaggia in America, dove ha avuto modo di aiutare gli italiani in USA. “La nostra italianità è la nostra identità. È il timbro che ci distingue dagli altri popoli”, ribadisce con orgoglio.

Quando si pensa all’Ulisse di Omero ci si immagina la metafora del travaglio della vita. È l’incarnazione del viaggio verso ciò che è sconosciuto. Pensare all’eroe che da secoli è l’emblema dell’ignoto, dell’uomo che cerca nel viaggio il simbolo del prode re-valoroso di Itaca, delinea un uomo poliedrico e geniale come il vir iuris che stiamo per incontrare. L’Ulisse dell’Odissea è l’eroe greco famoso per il suo “ingegno multiforme”, lo stratega del cavallo di Troia che per vincere la guerra aveva affrontato magie e mostri, Circe, le Sirene, Polifemo. Dante Alighieri, nel Canto XXVI dell’Inferno, nella Divina Commedia di Dante Alighieri verseggia “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza”. Con queste parole Ulisse esortava i compagni a non vivere come bestie soltanto con l’istinto, ma con la ragione indispensabile all’audacia intellettuale e al superamento dei limiti umani. Con questo prologo, indispensabile preludio per la conoscenza dell’Avv. Ulisse Antonio Pedace di Catanzaro, riscontriamo delle evidenti similitudini caratteriali. Lo intervistiamo su Zoom-web dopo aver ottenuto il permesso di registrazione e pubblicazione accordato sui media. L’Avvocato calabrese riesce attraverso la sua simpatia a far breccia subito in noi. Ci incuriosisce la notevole disponibilità dimostrata, la determinazione della sua personalità e il suo vigoroso desiderio di protezione nei confronti degli italiani all’estero. Dopo averci esibito un curriculum di tutto rispetto, da cui si evince una lunga serie di esperienze giuridiche, il prestigioso legale comincia a parlare con la stessa pacatezza, con cui discute insieme a vecchi amici. Il suo intercalare di locuzioni latine non è frutto di sfoggio dello ius, ma derivante da un’esperienza trentennale della pratica forense. Si occupa di diritto della cittadinanza, diritto della proprietà, delle successioni, diritto bancario e buoni postali. Spesso viaggia in America, dove ha avuto modo di aiutare gli italiani in USA, offrendo loro l’opportunità, nonché la possibilità di interloquire con un giurista italiano. Ulisse Antonio Pedace è l’uomo della legalità, che con la sua saggezza ha sempre cercato di dirimere le problematiche dei connazionali all’estero. È colui che parla la stessa lingua, cercando di trovare la giusta soluzione alle loro richieste e speranze. Gli italiani degli USA sanno bene quanto non sia semplice trovare un avvocato italiano, che abbia tutti gli ingredienti per infondere fiducia e speranze a chi ne ha bisogno. Il suo è un compito assai complicato, afferma determinato, quella di “districare” questioni delicate. L’Ulisse catanzarese è sempre stato conquistato dagli Stati Uniti, dalla straordinaria capacità di accogliere e valorizzare le diversità. Ha avuto il privilegio di assistere molti italo-americani nel tortuoso percorso di riscoperta e riconoscimento della loro identità italiana. Certo sulla doppia cittadinanza, ribadisce, c’è stato in passato un grosso abuso. C’era prima la legge del 1912, poi riformata nel 1992 e poi modificata nel 1983 da parte del legislatore. Oggi è in uso il decreto Taiani, trasformata in legge nel 2025. In sostanza, mentre prima era italiano chi nasceva da genitori italiani, ora la legge consente di andare indietro di due generazioni. In realtà era molto più semplice prima per gli italoamericani ottenere la cittadinanza, anziché ora. L’afflato nei confronti degli italoamericani, insiste il legale, è una questione atavica, che nasce dal desiderio di vederli realizzati in aspettative migliori di vita. Se si guarda il corpus storico si individuano tutti quegli elementi che hanno visto l’emigrazione in America come il sigillo del razzismo, ponendo gli italiani negli anni ai margini della società. Sono persone, continua, che lasciando la loro terra hanno sofferto la discriminazione ed il pregiudizio. L’Avv. Pedace è sempre stato affascinato da una figura imponente, il Dott. Vincenzo Sellaro, nato nella 2’ metà del 1800 in un piccolo paese delle Madonie, in provincia di Palermo. Il medico siciliano, naturalizzato statunitense, era dotato di grande ingegno. Spronato a perseverare negli studi si laurea in medicina alla facoltà di Napoli ed emigra negli Stati Uniti d’America. Visse a New York, specializzandosi alla “Cornell Medical School”, per poter praticare la professione nella “Grande Mela”. Ricercatore e scienziato sul diabete e sul cancro, istituì un ambulatorio privato di ginecologia nel quartiere detto “Little Italy” a Manhattan. Fondò “l’Order Sons and Daughters of Italy in America” (OSDIA), la più grande organizzazione italo-americana degli Stati Uniti, per aiutare gli italoamericani a migliorare la loro posizione sociale e civile nella società. Come medico scorse che molti immigrati italiani, ricoverati negli ospedali americani, frequentemente giungevano in ospedale in pericolo di vita, non assistiti adeguatamente per la barriera linguistica tra medici, paramedici e malati. Era il dialetto siciliano o calabrese che fungeva da prima lingua, tanto da essere quasi motivo di vergogna, quando si sentivano bullizzati. Ciò creava enormi difficoltà di comprensione anche a semplici patologie, che non comprese divenivano gravi. Il Dott. Sellaro costituì un comitato, composto da medici bilingue d’italiano e inglese, ed in seguito fondò il primo ospedale italiano negli USA, il “Columbus Italian Hospital”. Lì i pazienti potevano parlare l’italiano e farsi capire. Sellaro, continua nel suo colloquio Pedace, fu insignito del titolo di Cavaliere dal Governo Italiano per l’aiuto dato alla comunità italoamericana e per la fondazione dell’”Ordine dei Figli d’Italia in America”. Fu il governatore Alfred E. Smith nel 1929 a consegnargli le chiavi della città di New York, onorificenza per il contributo medico e sociale alla comunità. Di questi uomini di spessore ne sono passati tanti, ma la figura del legale d’Italy per gli italoamericani è ciò che garantisce sicurezza e tempi minori d’attesa. Con la nuova legge non si occuperanno più della cittadinanza i Consolati, ma sarà compito della Farnesina. Tutto ciò servirà solo a complicare le cause burocratiche. Il legale, invece, accorcia i tempi, quindi il percorso in Tribunale si accorcia. La figura dell’Avv. offre più certezze agli italoamericani, che si sentono supportati e incoraggiati, ribatte.
Invita gli italiani all’estero ad essere uniti, perché solo attraverso l’unione possono essere vinte le battaglie più ostiche. È stato proprio in uno dei suoi viaggi a New York che ha conosciuto la giornalista italoamericana, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators”, AIAE. Josephine, definita dall’intervistato, “Donna di grande energia”, è Producer ed Host, della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte Premio Marconi e 1 volta dall’UNESCO, Prima “Radio University in the world”, dove l’Avv. Pedace è stato varie volte ospite gradito al pubblico radiofonico internazionale. “L’Ulisse degli States”, come tanti italoamericani lo ritengono, è l’eroe delle giuste cause per i diritti dei connazionali, orgoglioso di essere italiano come loro. È fiero di avere una bella famiglia, della moglie Federica e dei figli Alessia ed Alfredo, che dal gennaio 2026 vive in Australia, a Sidney.
Siamo all’epilogo della nostra intervista, così l’Avv. Ulisse Antonio Pedace, si rivolge agli italiani nel mondo, dall’Europa, all’America fino alle lontane terre d’Australia, esprimendo il suo orgoglio perché gli italiani si distinguono in qualsiasi settore, in tutti i campi. È gagliardo, pensando ai connazionali che primeggiano nel mondo, attraverso la cultura, la fisica, la scienza, la medicina e le arti. Li sprona a continuare, invitandoli a non arrendersi mai.
Conclude, infine, affermando che la nostra italianità è la nostra identità. È il timbro che ci contraddistingue dagli altri popoli. Prendendo spunto dall’esperienza di vita del figlio che si trova in Australia, l’uomo dello ius ammira l’Associazionismo degli italoaustraliani, che definisce molto organizzato. Ciò è bellissimo per loro, ma anche per tutti gli italiani che li osservano in Italia, America e nel mondo. I conterranei li ammirano da lontano come fratelli e non dimenticheranno mai, nè la terra madre dove sono nati, nè la seconda patria che li ha accolti.



