Dominic Frasca, da Brooklyn alle origini di Roccella Ionica (Calabria)

Ragioniere Contabile italoamericano, nato a New York, che vive a Brooklyn. Si percepisce il suo desiderio di fare conoscere le proprie origini. Racconta che i suoi nonni materni dal “bellissimo paese” di Roccella Ionica in Calabria con i genitori partirono in America. Amore per la cucina italiana e calabrese, amore per lo sport e amore per le canzoni italiane.

È proprio vero che la primavera è la stagione della rinascita dei fiori, dei sentimenti e delle persone. Tutto sprizza di gioia mentre, dopo aver ottenuto il permesso di registrazione e pubblicazione sui social, intervistiamo Dominic Frasca. È un Ragioniere Contabile italoamericano, nato a New York che vive a Brooklyn. Percepiamo il suo desiderio di fare conoscere le proprie origini, tanto che racconta che i suoi nonni materni dal “bellissimo paese” di Roccella Ionica in Calabria, come precisa, nel 1958 partirono insieme ai suoi genitori in cerca di fortuna per l’America, in un lungo viaggio in nave. Un faticoso itinerario che non sembrava finire mai, ma con la grande trepidazione di cominciare una vita diversa con un futuro migliore. È stato così che finalmente giunsero nella “Grande Mela”. Il papà di Dominic, Nicola Frasca, non c’è più da qualche anno; mentre la mamma Anna oggi ha la florida età di 86 anni. Anna vive insieme all’intervistato, che per scelte personali ha preferito non lasciarla da sola. Tutto al principio, dopo l’emigrazione, è stato difficile per loro, in primis staccarsi dalla propria terra e vivere in un altro “mondo lontano”. Papà Nicola in quel periodo lavorava come muratore; in seguito era stato capace di formare un’impresa edilizia tutta sua. Mamma Anna, invece, svolgeva il ruolo di casalinga ed accudiva i 5 figli nati negli States, Dominic, Franco, Sandro, Stefano e Rosanna. I nonni materni Francesco Nicola e la nonna Maria Giuseppina sono stati la loro forza perché, hanno vissuto insieme a Brooklyn.  I nonni paterni, Domenico e Anna Maria, erano rimasti al paese di Roccella Jonica e con loro tutti i ricordi dei genitori. Gli chiediamo come sia stata la sua infanzia. Dominic ribadisce che, oltre alla curiosità di vedere New York, ha avuto anche momenti di sconforto. Rammenta che qualcuno che non sopportava gli italiani, qualche volta sentendogli dire delle frasi in italiano lo prendeva in giro. Man mano crescendo ha capito che è un grande virtù saper parlare la lingua italiana e anche il dialetto del paese dei suoi genitori, che non ha mai dimenticato. Il suo lavoro è quello di “Accountant” a New York, dove ha incontrato americani, ma anche tanti italoamericani. È stato Presidente dell’Associazione “FIERI” dal 1996 al 2005, un’organizzazione nazionale italiana di giovani italo-americani che lavorano per un futuro migliore. Vengono organizzate raccolte fondi per finanziare borse di studio per studenti italo-americani. Attualmente è membro della “Federazione delle Organizzazioni Italo-Americane” di Brooklyn, conosciuta anche come “IL Centro”, dove si tengono eventi per raccogliere fondi per borse di studio devolute a favore degli studenti italo-americani. Sente di avere una grande ​eredità e identità italiana già dall’età di 10 anni. Ricorda che, partendo per i suoi tanti viaggi con la famiglia a Roccella lonica, rimaneva estasiato dalla Calabria per tutta l’estate. Lì ha imparato la lingua calabrese e poi ci sono delle sfumature indimenticabili. Non può scordare il canto del gallo al mattino, le galline nel cortile e i venditori ambulanti strillare per vendere le angurie in strada. Tutto è come un quadro apprezzato d’autore! Ciò che non può estinguere dalla cassaforte dei suoi ricordi è quel meraviglioso panorama della Magna Grecia, che sopravvive tra le acque dello specchio del Mar lonio. Proprio in quei luoghi le molte vacanze di Dominic nel Ferragosto italiano, che ha lasciato una profonda traccia, coronandolo “sostenitore accanito della cultura italo-americana”.  Roccella è un luogo mitico, dove il colore delle acque turchesi toglie il fiato, in cui il Mediterraneo traspare dalle suggestive onde fiabesche e spiagge mitologiche, che ricordano i Greci che vi hanno abitato. Dominic Frasca non è soltanto custode di ricordi, ma anche un uomo attivo. Gli piace lo sport, tenersi in allenamento e fare Zumba. Ha l’hobby del canto e tra le canzoni italiane gli piace interpretare “Vivo per lei” di Andrea Bocelli. Tra i suoi cantanti preferiti, Adriano Celentano con la canzone “L’emozione non ha voce”, che ha cantato diverse volte nelle serate organizzate con amici. Nel New Jersey ha incontrato qualche anno fa Fausto Leali, di cui è un grande ammiratore. Gli piace molto la cucina italiana e i piatti tipici, in particolare la pasta al forno, le lasagne e i dolci calabresi e siciliani, i cannoli e la cassata. Vuole assicurare gli italiani all’estero che chi è in cerca di lavoro, soltanto con la grinta e la caparbietà può fare fortuna. Bisogna conoscere e studiare bene lingue diverse, così come fanno i Russi e gli Spagnoli, afferma. Insiste che tra gli italoamericani ci deve essere più unione, per non sentirsi mai soli.  È stata in una manifestazione l’incontro con la giornalista italoamericana, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators”, AIAE. Josephine, definita dall’intervistato, “Donna prestigiosa per gli italoamericani”, è Producer ed Host, della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte Premio Marconi e 1 volta dall’UNESCO, Prima “Radio University in the world”. Dominic è uno degli ospiti più ambìti del programma radiofonico, tanto ascoltato a livello mondiale. L’emozionante intervista volge al termine con un messaggio commemorativo di Dominic Frasca.

“L’italiano è la più bella lingua del mondo. Bisogna essere fieri di far parte della grande famiglia italiana. Essere italoamericani è un grande onore, ma è altrettanto importante non dimenticare le proprie origini, che sono il marchio della cultura di una terra. Per questo l’Italia è il simbolo della devozione e trasmissione dei valori tramandati dai nonni italiani”.

kettymillecro55@gmail.com

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