Lou Del Bianco e il nonno scultore-eroe

Lou Del Bianco, nato a Port Chester, New York, a soli 45 minuti da Manhattan. Racconta che suo nonno Luigi Del Bianco era originario di Meduno, in provincia di Pordenone, Friuli. Il nonno, artista eclettico, fu lo scultore dei visi di 4 Presidenti degli Stati Uniti, George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e di Abraham Lincoln.

Guardando quella celebre montagna del Dakota del Sud, che rappresenta i quattro presidenti degli Stati Uniti d’America, ci viene in mente il nonno di Lou Del Bianco. Un grande scultore del granito scolpito in America a partire dal 1927 e terminato nel 1941. Ancora oggi i turisti riconoscono ed encomiano le sculture del viso di George Washington, di Thomas Jefferson, di Theodore Roosevelt e quello di Abraham Lincoln. Incontriamo Lou Del Bianco in video-intervista sulla piattaforma Zoom/Web e dopo avergli chiesto il permesso di registrazione e pubblicazione a noi concesso, gli chiediamo da dove provenga. Lou è nato a Port Chester, a New York a soli 45 minuti da Manhattan. Racconta che suo nonno Luigi era originario di Meduno, in provincia di Pordenone, Friuli. Erano corposi i suoi studi a Vienna e a Venezia. Interessante sapere che, ricevendo una lettera da un cugino del Vermont, in America, che gli preannunciava una sistemazione lavorativa, prese la sua decisione. A 17 anni, il giovane Luigi si imbarcò e, lavorando, cominciò a mettere qualche soldino da parte. Poi alla fine della guerra ebbe un impiego sul monte Rushmore.  Una narrazione interessante e intrigante ci avvince. C’erano moltissimi carpentieri, ma il nonno era stato incaricato di dar vita alle espressioni dei volti umani. Non si scompose. Era questa l’arte, non solo, che gli piaceva di più, ma era quella che lo designò “maestro degli scultori”. Le sue abilità presto furono riconosciute dal responsabile dei lavori, Gutzon Borglum. Sembrerebbe che quest’ultimo, come premio gli concesse di “avanzare di grado” tra tutti gli altri. Del Bianco fu considerato il portavoce del gruppo per Borglum. Nel frattempo realizzava i suoi capolavori difficilissimi per tutti, ma non per lui, le pieghe delle labbra di Jefferson oppure lo sguardo di Washington. Il ruolo di scultore protagonista, che solo ora viene riconosciuto ufficialmente Dopo tantissimi anni le autorità del National Park Service americano, ammettono che, mentre la montagna dei presidenti, all’interno del Visitor Center di Monte Rushmore, noto come il monte della Democrazia veniva ritenuto lavoro di gruppo, finalmente oggi è riconosciuto frutto della maestria di nonno Luigi. L’artista, grande intagliatore, sembrava conoscere a fondo tutti i dettagli della sua opera d’arte nella scultura-montagna più grande del mondo. I monumenti, muti e freddi, attraverso le sue mani acquistavano umanità attraverso quel granito, afferma il nipote Lou Del Bianco. Tanti i registi che si sono avvalsi sul set di scene in quello storico luogo. Non può essere dimenticato il famosissimo film, “Intrigo Internazionale” di Alfred Hitchcock, in cui l’attore Cary Grant rimaneva sospeso con Eva Marie Saint accanto al grande occhio di Lincoln. Di recente uno splendido riconoscimento, una targa storica per il protagonista del magnificato “grandioso monumento” d’America. Chiediamo a Lou quali ricordi abbia di suo nonno. Sussurra e scandisce con un filo di voce ogni parola del passato, emozionato al ricordo. Quando era bambino, forse a 6 anni andava a trovare ogni domenica il nonno. Un giorno trovando nella sua casa un bellissimo busto, gli chiese chi fosse. Il nonno rispose che era proprio lui e che lo aveva scolpito personalmente. Poi con fermezza: “Io sono Luigi e anche tu sei sei Luigi”. A Lou queste frasi sono rimaste indelebili. Ci confida che se oggi suo nonno fosse vivo gli direbbe: “Nonno ti voglio bene. Sei il mio eroe. Sono molto orgoglioso di essere tuo nipote”. Si commuove al pensiero del ruolo di “capo scultore di nonno Luigi”. Ogni angolo del monte Rushmore è arte, plasmata con le mani e con il cuore, perciò fa parte della storia americana. Ora chiediamo a Lou cosa gli piaccia dell’Italia e se abbia visto le Olimpiadi. Lou risponde che è innamorato della città di Firenze, della città del David di Michelangelo, ma vorrebbe visitare e conoscere Roma. Racconta che a lui e a sua moglie è piaciuto molto guardare le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, in particolare il pattinaggio artistico. Anche il Festival di Sanremo è un evento di cui gli italiani e tanti italoamericani vanno fieri, prosegue. Prima di chiudere l’intervista ha delle parole di elogio per tutti coloro che hanno inneggiato la figura di suo nonno, Luigi Del Bianco. Vuole complimentarsi con la giornalista italoamericana, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators” AIAE. Josephine è Producer ed Host, della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte Premio Marconi e 1 volta dall’UNESCO, Prima “Radio University in the world”. Si sono conosciuti ad un importante evento, alla Wreath Ceremony alla Columbus Circle, la domenica prima della parata di Colombo. Il Cav. è anche organizzatrice del ponte culturale con l’Italia, dunque Lou è ospite per il pubblico radiofonico di Radio Hofstra di New York. Siamo all’epilogo della nostra intervista, Lou, dopo aver salutato la redazione dei giornali che lo pubblicheranno, ci ricorda che ha scritto un libro dal titolo: “Fuori dall’ombra del Rushmore: la storia di Luigi Del Bianco”, disponibile su Amazon.

Con orgoglio e fierezza ribadisce nelle ultime battute che lo scultore italoamericano Luigi Del bianco era molto fiero di essere italiano e che, se fosse vivo, direbbe agli italiani all’estero: Siate fieri delle vostre origini.

Kettymillecro55@gmail.com

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