
Giovanni De Ficchy, Direttore del giornale on line “giornalesera.com”, ma anche Presidente di un’Associazione istituzionale apolitica “Italia-Stati Uniti”. Giornalista, antropologo Criminale e criminologo Forense, afferma di “essere vissuto sempre a Roma all’ombra del Cupolone”. Ha lavorato per 40 anni nel settore delle Assicurazioni.

Collegati su Zoom-web per intervistare da Roma l’apprezzato Giornalista, Antropologo Criminale e Criminologo Forense, Giovanni De Ficchy, gli porgiamo il nostro saluto dall’Italia e dalle testate che lo seguono dall’estero. Oltre che professionista è uno scrittore, ritenuto di grande spessore, da sette generazioni nel campo giornalistico e della sociologia del crimine. Ci comincia a raccontare che tempo fa teneva con sè una storia che cominciava dal lago Trasimeno, in una località chiamata Sanguinella, in cui aveva trovato dei resti di una battaglia tra Roma e Cartagine. Da lì ha iniziato a scrivere senza mai più fermarsi. Attualmente si sente coinvolto con perizia da casi italiani ancora irrisolti, Garlasco e casi di femminicidio. Si può certamente rammentare che è un esperto di comunicazione verbale e non. In seguito l’amore per l’estero. Ci ricorda che è Direttore del giornale on line “giornalesera.com”, ma anche Presidente di un’Associazione istituzionale apolitica “Italia-Stati Uniti”, intitolata al Presidente Trump, 45’ e 47’ Presidente degli Stati Uniti. È stato attraverso il Prof. Roberto Lasco che durante una manifestazione ha potuto conoscere il Cav. Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators”, AIAE, Producer ed Host, giornalista della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte dall’UNESCO, Prima “Radio University in the world”. Da lì sono iniziati i progetti di collaborazione, visto che si commemora nel 2026 il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, che sarà celebrato il 4 luglio 2026. Parecchi gli eventi e i programmi che si svolgono già dal 2025 e si protrarranno oltre il 2026 per far riaffiorare la storia e il futuro della nazione, coinvolgendo tutte le comunità italoamericane. Sembra cadere ad hoc il compleanno dei 250 anni dell’America: tutto sembra fondersi insieme ai suoi progetti con gli States… De Ficchy ci confida di essere stato molte volte negli USA avendo anche l’opportunità di ritrovarsi con parenti ed amici. È gioia e felicità conoscere bene New York, essendo stato nel Connecticut e Miami, perché sembra appagarsi la sua strategia nel condurre con fervore un po’ d’Italia in America. Come scrittore ci riserva una sorpresa, ricordando che nel mese di luglio scorso, ascoltando un discorso del Presidente Trump sulla Groenlandia, ha scritto un libro dal titolo: “Geopolitica della Groenlandia, il sogno imperale di Donald Trump”. Tutti i suoi libri sono visibili e acquistabili su Amazon ed on line. Quando ha scritto il libro, in quel periodo sembrava fosse un po’ imprevidente, ora parlarne è, invece, diventato di moda. Gli chiediamo di farci un breve excursus della sua vita, che riporta con fierezza, “in gioventù di essere vissuto sempre a Roma all’ombra del Cupolone”. Ha lavorato per 40 anni nel settore delle Assicurazioni. Negli anni ‘90 negli States era stato un cugino, Broker assicurativo del Connecticut, che gli aveva trasmesso la passione per il settore di assicurazioni. Come ipse dicit, ci fu una persona, vicepresidente della Banca del Connecticut, che lo aveva introdotto in quel mondo e che non ha mai più abbandonato. Tornando in Italia, poi è divenuto un bravo Broker. Si è laureato in Psicologia e studiato Antropologia criminale; laureato in Psicologia criminale con specializzazione in Criminologia. Nel 2025 ha lavorato, come Criminologo, con un canale televisivo dell’Università, dando un eccellente contributo. Alcuni anni fa in Germania ha avuto la possibilità di ottenere una marcia in più, con il titolo di Giornalista Professionista. In Spagna ha conseguito tre master: Giornalista investigativo, Stili di una redazione, Direzione di una redazione. La passione che ha percepito per il giornalismo è nata dal desiderio di poter divulgare la Criminologia. Una passione tramandata dal nonno di Giovanni, che era stato un Capitano, Commissario di polizia, prima di diventare Magistrato. Era stato lui ad insegnargli le prime tecniche di investigazione. Oggi Giovanni spera in America di diffondere in International la sua Associazione, della quale è Presidente. Si augura in seguito, con l’aiuto dell’Ambasciata di Roma, che l’Associazione possa tramutarsi in Fondazione. Molte le sue conoscenze prestigiose. Ci confida che ha contatti con la Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Giorgia Meloni e con i vertici del suo partito. Secondo Giovanni è ammirevole che la Premier abbia contribuito alla stabilità, alla credibilità dell’Italia, anche contribuendo con lo spread a meno di 60. È una donna, ripete, forte, coraggiosa che è arrivata con grinta fino agli Stati Uniti, stimata dal Presidente Trump, giunta in Giappone e nella Corea dopo 19 anni. Si presenta a capo scoperto con disinvoltura nei paesi arabi e dagli sceicchi senza sfidare nessuno, ma con la semplicità che è nel suo stile. Porta i capitali, gli investimenti e la bandiera italiana nel mondo, insomma una donna energica, gagliarda, vigorosa, ma temperata. Certamente “ci sono ancora delle crepe”, insiste, ma il tempo farà il suo corso. Il Dott. De Ficchy, come Direttore del Giornalesera.com si augura che il giornale possa diventare testata internazionale a livello globale, affermarsi all’estero, già multilingue. Sposato da molti anni con una donna cubana, si augura che Cuba possa essere libera, dunque spera che possa essere letto anche lì a 90 miglia dalla Florida. Persino per l’Australia ha delle belle parole di epilogo, tenendo presente che ha parenti “ nel nuovo mondo”, un suo zio che era inglese, che ha sposato una sua zia, ora Funzionario dell’Ambasciata australiana di Roma. L’auspicio del giornalista, scrittore, criminologo è di poter far leggere in quelle terre così lontane un giornale come il suo in lingua italiana. Agli italiani d’America promette di andarci presto; poter abbracciare di persona gli italoaustraliani, ma anche tutti coloro che amano l’Italia e chi non ha mai dimenticato le origini e la propria terra.



