L’Head of School, ad interim nella “Scuola d’Italia” di New York

Anthony Martire, il Preside di “La Scuola d’Italia, Guglielmo Marconi” di New York. Nato, a Corona, un piccolo paese a sud della California, ma cresciuto al paese di Lake Elsinore.  I suoi genitori Steven e Michele Martire, entrambi nati a Los Angeles, mentre suoi nonni originari della Puglia.

È il Preside Anthony Martire, il nostro intervistato, Head of School, ad interim di “La Scuola d’Italia, Guglielmo Marconi” di New York. Si presenta su Zoom-Web, con il consueto permesso di registrazione e short-video accordato. Si trova in Istituto e ci appare radioso per l’incontro che gli darà l’opportunità di essere letto in vari mondial-journal. Un bel viso simpatico e giocondo, palesando una modestia che lo rende ancora più attraente. L’umiltà che lo contraddistingue si accentua man mano che incomincia il suo racconto. Un esordio dalle cui parole si deduce una personalità molto gradevole, con un carattere chiaramente espansivo. Attraente la sua visione educativa, che pone le radici sulla internazionalità e sulla interdisciplinarità. Proferisce che è cresciuto al paese di Lake Elsinore, ma è nato, a Corona, un piccolo paese a sud della California, attorniato da una zona desertica, famosa per un lago dalle acque cristalline e le terme. Lì non c’era una grande comunità, ma viveva con tutta la famiglia, composta persino da cugini, nonni e bisnonni di origine italiana da parte paterna.  I suoi genitori Steven e Michele Martire, entrambi nati a Los Angeles. I suoi nonni provenivano dalla Puglia, paese dove avevano imparato e trasmesso ai nipoti in America l’amore per la terra. Quella terra tanto amata, che insieme avevano continuato a coltivare, insieme al resto della famiglia nella fattoria in California. Conducevano, perciò, una sana e perfetta vita rurale producendo e utilizzando prodotti della terra. In casa era quasi proibito ai ragazzi di parlare il dialetto, ma anche l’italiano, ci confida. C’era la mentalità in America di dover somigliare ad un vero americano, quindi bisognava imparare bene la lingua inglese ed emulare abitudini da americano. Sottolinea che è ancora oggi è l’unico della sua famiglia a parlare l’italiano. Anthony Martire, cresciuto con la consapevolezza di non dover mai dimenticare le origini, l’Italia e la lingua italiana, custodisce il tesoro delle tradizioni italiane nello scrigno dei suoi desideri. Ricorda che leggeva molto un’enciclopedia italiana per perfezionare ed ampliare il suo vocabolario italiano. In seguito è andato a studiare in Italia, a Padova, per ritornare a completare i suoi studi negli Stati Uniti.  Il suo iter formativo è eccellente, con competenze che lo hanno plasmato ricercatore nel campo dell’apprendimento umano e docente, a livello scolastico ed universitario. Ha insegnato “Italian Studies”, composizione inglese, arte culinaria e storia occidentale. Un uomo erudito ed esperto di grande cultura, qualificato e leadership innovativo, tanto da farlo diventare prima docente della Scuola d’Italia e poi Preside ed infine gli è stato proposto di accettare il titolo di Head of School, ad interim di “La Scuola d’Italia, Guglielmo Marconi” di New York, la sola ed unica d’America. La Scuola cui è a capo, insegue percorsi formativi validissimi, senza mai perdere di vista la qualità didattica e il progresso dello studente. È lei a rimarcare l’identità italo-americana e la cittadinanza globale. La missione prosegue per offrire opportunità lavorative agli studenti. Non mancano uscite didattiche, festival, incontri con figure preminenti dell’Italia e dell’USA, con progetti interdisciplinari e risorse dell’intelligenza artificiale. Il dialogo efficace riconosce la collaborazione tra scuola, studenti e famiglie. La scelta della “Scuola d’Italia” si fonda sulla fiducia delle famiglie, che optano per essa e per la professionalità dei docenti, professionisti competenti, che ne fanno parte. Grande interesse per i programmi bilingue e internazionali, rigore accademico, e formazione internazionale. Si lavora per aumentare le iscrizioni, dove si riscontrano i primi risultati. La scuola crea occasioni, insiste, il Preside Martire, in cui gli studenti sappiano il valore dell’interculturalità con apertura e rispetto verso l’altro. In un’età tecnologica in cui viviamo, i giovani non devono sentirsi isolati, ma credere nell’inclusione. Siamo all’epilogo della nostra intervista, in cui Martire sottolinea che, per essere pronti alla cittadinanza globale, occorre educare gli studenti al pensiero critico, alla comunicazione e alla capacità di capire l’altro. È una scuola unica, anche per la sua caratteristica di grande comunità e sulle fondamenta del bilinguismo. Ogni anno alla Scuola d’Italia si svolge il Gran Gala, che anche quest’anno ha avuto ospiti italiani di tutto rispetto, come il cantautore PierDavide Carone e Marina Attili. Molte le Associazioni e i loro esponenti che hanno partecipato al Gala, tra cui la giornalista italoamericana, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators”, AIAE. Josephine è Producer ed Host, della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte Premio Marconi e 1 volta dall’UNESCO, Prima “Radio University in the world”. Anthony Martire ha conosciuto l’organizzatrice di parecchi eventi, come ponte culturale con l’Italia, durante una manifestazione. È stato, inoltre, ospite nella sua radio, dove il Cav. Maietta lo ha fatto conoscere al suo numeroso pubblico internazionale. È tale il legame del Preside con la sua sede istituzionale che agli studenti italiani che vogliono andare a studiare in America, dopo aver superato un certo grado di lingua inglese, consiglia la “Scuola D’Italia”. Anthony Martire la definisce scuola unica, speciale ed ibrida, che rilascia a fine percorso il Diploma di stato, con accesso alle Università italiane e americane. Manca dall’Italia da almeno tre anni e vorrebbe presto tornarci. Ricordando una ex docente,che ora non c’è più, la Prof.ssa Anna Bartucci, eccellente insegnante, gli piacerebbe visitare l’Umbria, regione della Teacher. Gli piacerebbe tornare a Perugia per vivere la quiete della natura, che la rende “culla della cultura dentro l’Italia”.  Volerebbe poi in America per continuare il “viaggio della felicità tra i suoi studenti, come capitano della sua prediletta “School of Italy”.

È con orgoglio che Martire griderebbe, dall’Italia alle lontane terre dell’Australia, “Scuola d’Italia of New York forever”, per inneggiare l’inno del tricolore, della lingua, del sole, del mare azzurro, dei profumi e dei sapori culinari della meravigliosa e indimenticabile Italia.

Kettymillecro55@gmail.com

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