
Frank Naccarato, prima Designer poi Broker assicurativo, è nato a San Lucido, provincia di Cosenza. Si stabilisce a Brooklyn, N.Y. con la famiglia, frequenta la Midwood High School; gioca nella squadra di calcio dell’istituto e vince il premio J.F.K. per “arte e design”. È sposato con Sara, italoamericana, da cui ha 2 figli e 7 nipoti dai 19 anni ai 5 anni d’età.

Mentre attendiamo di conoscere l’italoamericano Frank Naccarato, leggendo il suo curriculum ci rendiamo conto di incontrare un personaggio di grande spessore. In America è mezzogiorno e in Italia le 18,00, quando gli inviamo un link per il nostro colloquio su Web-Zoom. Ci appare sorridente e impaziente di iniziare la nostra intervista. Dopo il consueto e approvato permesso di registrazione audio e video per i media, social e giornali che faranno il giro del mondo, gli chiediamo di raccontarsi, in particolare il periodo dell’emigrazione. La sua famiglia d’origine composta dai nonni calabresi nel 1910 erano già emigrati in Pennsylvania a nord-est degli Stati Uniti. Pensavano di poter ammirare le grandi strade asfaltate, ma sorridendo ironicamente ribadisce che hanno lavorato duramente e asfaltato loro le strade. Anche papà Antonio Naccarato era partito in cerca di fortuna, proprio lui che era un costruttore edile e in seguito si era dedicato alla ristorazione; mamma Rosina, casalinga, era rimasta con i figli in Italia, a San Lucido, prov. di Cosenza, dove erano nati. I nonni paterni si chiamavano Domenico e nonna Giuseppina Naccarato. I nonni materni erano Nicola e nonna Giovanna Aloise. Una grande tenerezza leggiamo nello sguardo di Frank. Ripensa a quel bellissimo paesello della Calabria tra nduja, olive e pane caldo, alle pitte calabresi che rievocano tutta la sua infanzia nello scrigno dei ricordi insieme a genitori, nonni, zii e cugini. San Lucido il paese dei sogni! Quanta malinconia e quanto rimpianto cogliamo in Frank, un bell’uomo, intelligente e preparato, che non ha mai dimenticato l’italiano e neanche quel mondo ormai lontano, che visita saltuariamente quando viene in Italia. Dopo esserci accorti di quell’attimo di forte commozione, Frank riprende il suo racconto. Il 2 Novembre del 1966 con la nave Michelangelo si era imbarcato per 7 giorni con mamma Rosina e i due fratellini, Dante che oggi è un avvocato, la sorella Giuseppina, oggi maestra per raggiungere la “terra promessa”. Giunto negli States avrebbe voluto tornare indietro, vista la giornata uggiosa e nuvolosa, che sembrava cancellare il cielo azzurro limpido e le notti blu stellate della Calabria. Appena da lontano vede papà Antonio, non ripensa più a tornare indietro, perché la gioia di ricongiungersi a suo padre supera ogni distacco. Per il piccolo italiano il primo periodo non è stato difficile, perché a Roma aveva frequentato una scuola d’inglese, che lo aveva aiutato molto nella lingua, tanto da non perdere nessun anno scolastico e così si era integrato molto bene anche con i suoi compagni. Si stabilisce a Brooklyn, N.Y. con la famiglia e alla Midwood High School, gioca nella squadra di calcio dell’istituto e vince il premio J.F.K. per “arte e design” in un concorso cittadino. Nel 1968 si diploma frequentando il “Manhattan Institute of Technology”, con un diploma in design. Da qui parte una secondo periodo, che lo conduce all’esperienza di vita maturata. Si arruola nelle forze armate per la guerra del Vietnam e per il servizio con la NATO nella Germania Ovest nel 1972. Dopo il servizio militare, era tornato a New York e aveva lavorato come Designer presso la “Morse Electro Phonics”. Nel 1973 era entrato a far parte del Consiglio Direttivo del Verrazano Lodge, “Order Sons of Italy in America”. Nel 1976 ha sposato Sara Gaudio, l’amore della sua vita, la compagna di tutta la vita. La coppia ha due figli, Anthony e Frank Jr. L’inflazione era alta e i responsabili gli propongono che, nonostante le difficoltà avrebbe potuto rimanere nel posto di lavoro, ma con una riduzione del salario. Un amico Assicuratore gli aveva proposto di lavorare con lui e Frank accettò. Cambia totalmente lavoro, iniziando un’ascesa lavorativa, con un susseguirsi di successi. È così che da circa 50 anni, opera nel settore delle assicurazioni e dei servizi finanziari, sia a Brooklyn che nel Queens. È riconosciuto come una figura di spicco del settore e ha ricevuto numerosi prestigiosi riconoscimenti professionali.
Frank è attivo da molti anni in diverse organizzazioni della comunità italoamericana, ricoprendo per sei anni la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Federation of Italian American Organizations of Brooklyn, F.I.A.O. e quella di Presidente della stessa organizzazione per altri dieci anni. È stato Presidente del “Kiwanis Club di Bensonhurst e Bay Ridge” e Vice Comandante del Posto 1872 “George Washington Memorial” dell’American Legion. Ha, inoltre, fatto parte del Consiglio Consultivo Italo-Americano del Revisore dei Conti della Città, City Comptroller, Alan Hevesy. Grandi tributi, perché al progresso lavorativo si è aggiunto il suo esempio di generosità e volontariato per le opere di beneficenza. In seno alla comunità cui appartiene, stabilisce i contatti con le organizzazioni per aiutare, bambini in difficoltà, Tra i tributi ottenuti nel 1999, Frank ha ricevuto il premio “Father of the Year”, Padre dell’anno. Nell’anno 2000, il Council of Neighborhood Organizations, C.O.N.O. lo ha nominato “Man of the Year”, “Uomo dell’anno”. Ha anche ricevuto il premio “Business Leadership Man of the Year” dalla Stars and “Stripes Democratic Organization”. Frank ha ottenuto numerosi altri riconoscimenti per il suo impegno sociale e civile nella comunità, tra cui il premio “Victor V. Allegretti Memorial Man of the Year” nel 2005 “dall’American Legion della Contea di Kings”. È stato insignito di un riconoscimento, presso il Brooklyn Borough Hall, in occasione del Mese del Patrimonio Italo-Americano. Haa fatto parte del Community Board 11 e attualmente è membro del Community Board 18. Fa parte del Consiglio di Amministrazione del “Maimonides Medical Center” e nel Consiglio Direttivo del “Brooklyn Council dei Boy Scouts of America”. Frank è stato insignito a Gioia Tauro per il premio “Calabria-America”. Nel 2014 ha ricevuto lo “United Hospital Fund Distinguished Trustee of the Year Award” presso il Waldorf Astoria, un riconoscimento per i risultati ottenuti a favore del Maimonides Medical Center. Lui opera non solo per i bambini malati che soffrono, ma anche per coloro che soffrono ed hanno bisogno di aiuto e sostegno. È molto orgoglioso de traguardi raggiunti. È grato di ciò che la vita gli ha preservato, infatti sostiene che i doni più preziosi gli sono arrivati dai figli e dalle nuore, Patricia e Christina, i suoi cari nipoti che oggi vanno dai 5 anni ai 19 anni. Si adopera con impegno affinché la sua comunità rimanga solida e vitale per le generazioni future. Senza dubbio, la moglie Sara ha un ruolo primario in tutte le sue iniziative. Pregio grande è l’aver saputo tenere unita una bellissima family, composta dai due figli e 7 nipoti. Sara è anche una brava cuoca, ma soprattutto a lei si deve l’unione e la pace della famiglia. Ha il sangue calabrese, in quanto sebbene nata a Brooklyn, ha origini di Sambiase, vicino Lamezia Terme. Frank è riconoscente del fatto che, se è diventato un uomo importante, è per la forza, la grinta e lo stimolo, trasmessi dalla moglie. Il Broker ha incontrato a New York tante persone importanti, ma si sente di omaggiare la Regina degli eventi, Josephine Buscaglia Maietta, quella instancabile donna che è il pilastro degli italoamericani, colei che si prodiga nel sociale per aiutare i connazionali in difficoltà. Ha conosciuto tanti anni fa la Presidente dell’Associazione AIAE, “Association Italian American Educators”, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, conduttrice e Promoter, colonna portante Radio, che ha sempre aiutato i suoi connazionali, famigerata in tutto il mondo per la grande solidarietà con gli italiani all’estero. La giornalista è Host della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano”a WRHU, Radio Hofstra University di New York, premiata dall’UNESCO, Prima “Radio University in the world”. In questi ultimi anni, tramite gli eventi si sono ravvicinati e collaborato insieme per le loro comunità. La definisce “amica piena di energia e di coraggio” e la sente vicina per il senso di fratellanza che emana agli italiani. Frank ha da poco ricevuto il “Premio Bronzi di Riace”, avvenuto presso i locali del centro culturale della FIAO, I anno a New York, dove circa 40 persone sono arrivate dall’Italia in USA. Al premio consegnatogli intitolato al “I guerriero Bronzi di Riace”, erano presenti massime autorità. Un plauso al Presidente dell’Associazione Pro Loco Bronzi di Riace di Reggio Calabria e a tutti quelli che vi hanno partecipato e collaborato.
Siamo all’epilogo della nostra intervista e Frank vuole salutare tutti gli italiani all’estero dall’Europa all’America e all’Australia, intimando loro di essere solidali con tutti, di non dimenticare il senso di appartenenza alla madrepatria; di essere altrettanto grati alla terra che li ha accolti e ospitati come una seconda mamma. Incita gli italiani all’estero di promuovere la cultura italiana, le tradizioni, i costumi e di non dimenticare la lingua , ma specialmente di fare del bene aiutando le categorie più fragili che hanno bisogno.
Solo così gli italiani possono ostentare la loro antica storia, tale che l’Italia con gli italiani, sia coronata dello scettro di “Culla della civiltà”.



