
Mariano Mione è un italoamericano e vive a Shirley in Long Island, USA. Nel 1968 all’età di 17 anni Mariano, dopo il disastro della Valle del Belice, emigra in cerca di fortuna. Per più di 20 anni, arbitro nazionale negli Stati Uniti. È attraverso il calcio che ha avuto la fortuna di trovarsi al fianco del grande Pelé. All’Italia e agli Italiani indica la strada della certezza che la nostra terra è unica.

In una gelida giornata invernale la nostra intervista giornalistica ci vede in presenza di Mariano Mione, che è un italoamericano e vive a Shirley in Long Island. Persona riservata e gentile, ci accoglie mostrando cortesia e galanteria nei nostri confronti, con un racconto della sua “life” garbatamente dettagliato. Nel 1968 all’età di 17 anni Mariano, dopo il disastro della Valle del Belice, emigra in cerca di fortuna. Aveva appena finito gli studi in Italia, presso l’Istituto Tecnico Industriale, che i suoi genitori avevano deciso di emigrare insieme a tutta la famiglia in America. In viaggio con mamma Soprana Ventimiglia, Antonino Mione, impiegato forestale, aveva già tre fratelli, nati negli States. Il nonno omonimo Mariano, sposato in America con Giovanna Di Benedetto era già dal 1902 che si trovava in USA. Il giovanissimo Mariano giunge nella nuova patria con i genitori e con i fratelli Giovanna e Gioacchino. Dopo circa due settimane, trova lavoro presso una compagnia che costruiva pezzi per aerei. Mariano con tutte le difficoltà della lingua inglese frequenta le scuole serali, che lo aiutano a migliorarsi ed imparare i vocaboli specifici del suo lavoro di metalmeccanico e tornitore. Gli ultimi 25 anni era divenuto manager di officina metalmeccanica di pezzi di alta tecnologia. Come tanti emigranti dell’Europa, del Sud America, Polonia, Grecia aveva la passione per il calcio ed essendo molto bravo nel tempo si afferma come professionista. Ritiene che il calcio gli abbia dato l’imput ad andare avanti per tutto il resto della sua vita, coronandolo prima giocatore di gran classe e dopo, per più di 20 anni, arbitro nazionale negli Stati Uniti. È attraverso il calcio che ha avuto la fortuna di trovarsi al fianco del grande Pelé, del famoso arbitro internazionale italiano Paolo Casarini, l’arbitro della finale del campionato mondiale di calcio 1990 tra Germania e Argentina, il messicano Edgardo Codesal Mendez. Veniva impegnato anche come arbitro per le squadre universitarie e si ritira a 49 anni dal mondo del calcio per motivi di famiglia. Ci ricorda che la sua vita è totalmente cambiata, quando conosce una bellissima ragazza, Marta, emigrata a tre anni in America, ma di origini siciliane. Il suocero di Mariano era, infatti, di provenienza Castellamarese, natìo di Castellammare del Golfo (prov. Tp), mentre la suocera di Benevento. Al loro incontro Marta aveva 17 anni e faceva le scuole superiori, mentre Mariano 21. Si innamorano e realizzano la loro vita futura sposandosi, dal cui matrimonio nascono tre figli maschi, Antonino, Mario, Vincent. Un amore intenso e vero che, ad un certo punto, s’infrange e precipita con la morte improvvisa di Marta per un improvviso ictus ischemico. Dolore straziante per lui e per i figli, che restano orfani di madre. Sono passati 20 tristi e angosciosi anni senza la mamma! Ci chiediamo quanta forza abbia avuto il buon Mariano a “portare avanti la sua barca che era stata travolta dalla malvagia tempesta…”
I figli crescono, ma già ci confida che un’altra sofferenza c’era stata quando avevano scoperto che Antony era deaf-mute, sordomuto, ma che con il tempo avevano superato molti ostacoli di comunicazione con il linguaggio dei segni. Ha frequentato le scuole superiori e vive con il papà.
Il secondo, Mario, fa l’ingegnere meccanico per la costruzione degli aerei ed è sposato con 2 figli
Il terzo figlio Vincent frequentava l’Università, ma alla morte della mamma abbandona gli studi. Ora lavora presso un aeroporto militare ed è incaricato per la manutenzione aeroportuale, anche lui sposato con 2 figli.
Tutto il tormento di Mariano lo ha fatto diventare un forte uomo e grande papà. Fa parte di un’Associazione italoamericana, “Figli e Figlie d’Italia in America”, “Sons & Daughters of Italy” in Sgt John Basilone Lodge, dove è stato Presidente per 2 anni di una Lodge, mentre sta nel Board da 10 anni. L’unione dell’Association ha come scopo di diffondere la lingua italiana, promuovere la lingua italiana e difendere l’Heritage, la cultura italiana. Sono molte le riunioni, i meeting, balli, canti e convegni. La sua Association ha firmato una convenzione statale ed una nazionale per discutere alcuni problemi comuni ad altre Associazioni. È fierissimo di aver incontrato durante un “Festival della canzone italiana in America” la popolarissima Presidente, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators”, AIAE, Producer ed Host, giornalista della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte dall’UNESCO, Prima “Radio University in the world”. È stato anche più volte ospite della “Radio I premio Award” e ascoltato dall’Europa all’America, fino in Australia.
All’Italia e agli Italiani indica la strada della certezza che la nostra terra è unica ed è ricca di storia da non cancellare mai. Agli italiani che vivono all’estero consiglia di rimanere uniti per la lingua e la cultura italiana.
Il bagaglio culturale italiano, sostiene, è frutto di grandi sacrifici, da parte di chi è emigrato già nel passato, le cui gesta eroiche sopravviveranno eterne.



