
È sardo di Carbonia, sud della Sardegna ed ha cominciato a cantare, quando aveva solo quindici anni. Percorso eccellente con Flavio Insinna, ha incontrato tanti personaggi di fama. Ha avuto la fortuna di cantare in America per Silvester Stallone e Robert De Niro, che descrive come bellissime persone. Dice di aver trovato in USA una seconda famiglia e spera di tornarci al più presto.


Bel ragazzo, sorridente, gagliardo con un sorriso sincero e aperto, così a noi si presenta l’artista poliedrico italiano, Cristian Medda. Dopo il consueto rito approvato da lui del permesso di registrazione e pubblicazione video su web e mass-media, comincia a raccontarsi in intervista. Gli chiediamo subito da quanto tempo canti. È sardo di Carbonia, del sud della Sardegna ed ha cominciato a cantare, quando aveva solo quindici anni. Con coraggio è partito dalla sua tanto amata terra per arrivare a Roma, inserendosi nell’ambiente della televisione. È un ambiente che, come ipse dicit, ama follemente. Oggi ha superato la quarantina, ma ne dimostra meno di trenta, tuttavia ci ammalia subito quello sguardo gaio e leale, che conquista. È un cantante, dalla voce calda e riconoscibile, dove il bel canto, è stata la sua materia per porgersi al pubblico internazionale, con una timbrica particolare, estensione vocale pazzesca, ma nello stesso tempo suono suadente. Noto in Italia, per aver calcato i palchi della RAI e Mediaset, si definisce intrattenitore del pubblico, per aver lavorato, appunto, nelle più famose emittenti televisive italiane. Percorso eccellente con Flavio Insinna, ha incontrato tanti personaggi di fama, Massimo Ranieri, Milli e Gabriella Carlucci per citare qualcuno e tante trasmissioni televisive di nutrita popolarità, Domenica In, Affari tuoi, Tali e quali show. Performer e intrattenitore all’interno di vari show Rai e Mediaset, Medda collabora attivamente dietro le quinte del programma, animatore di studio, in sinergia con i vocal coach della trasmissione. Si è manifestato sullo schermo di produzioni musicali come “The Voice Generations”. Ci racconta una storia ricca di emozioni e grande commozione, perchè rievoca il papà Gianni, che vive in Sardegna. Cristian ha perso la mamma Antonietta, quando aveva appena cinque anni, così una tenerezza infinita proviamo, quando la ricorda. Porgiamo insieme a lui gli auguri alla cara sorella Romina, cui va tutto il nostro affetto ed una pronta guarigione, che in questo momento in ospedale, sta attraversando con forza un momento difficile per la salute. Cantando da tanti anni ed essendo appassionato d’opera, nel tempo Cristian si è altrettanto esercitato. La scoperta vera e propria è stata con il viaggio negli Stati Uniti, la prima volta 5 anni fa. Ha fatto un tour per gli States a New York, S.Francisco, Los Angeles e Las Vegas, dove lì si è sposato con la moglie sarda Patrizia. Ha due figli, Davide di 16 ed Alex di 4 anni, quest’ultimo promettente cantante e musicista. In realtà Cristian Medda era partito in America con l’idea di cantare per strada per farsi conoscere. La prima volta si è esibito al Central Park, in cui ribadisce che è stato fantastico. Ha parole meravigliose nei confronti dell’America, della quale dice che lo ha battezzato e cullato come un figlio, in quanto il pubblico ha tanto apprezzato la sua voce. Lì ha compreso quanto sia veramente amata l’Italia e gli italiani. Ormai canta da lunghi anni e attraverso i suoi viaggi si sente orgoglioso di essere italiano e nel suo caso, di “portare il bel canto” in giro per il mondo. Sostiene di amare gli italiani all’estero, l’America e gli italoamericani. Quest’anno ha partecipato al Columbus Day e alla parata della 5’ strada in maniera singolare. Si è presentato con un monoruote elettrico cantando e volteggiando (queste le sue parole) avanti e indietro. Ha percorso New York, Manhattan e Brooklyn, dove ha intonato “l’Inno Nazionale”, con un bellissimo finale emozionante di “Nessun dorma”. Ha avuto la fortuna di cantare per Silvester Stallone e Robert De Niro, che descrive come bellissime persone. Il primo grande attore non parla l’italiano; il secondo parla l’italiano, anche lui colosso del cinema e “persona speciale” che era andato al Central Park per vedere un amico musicista, bravissimo pianista italiano, Angelo Santirocco. Quando Cristian ha cantato “Traviata”, Silvester Stallone è rimasto piacevolmente sorpreso per la bravura di questo giovane italiano del “bel canto” complimentandosi per le sue doti vocali. Cristian Medda vuole ringraziare la sua “International Singer”, amica che ritiene il suo angelo, donna e cantante straordinaria di cuore e di valore. Con lei vuol ringraziare la “colonna degli italoamericani” che ha conosciuto e incontrato, la Presidente dell’Associazione AIAE, “Association Italian American Educators”, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, conduttrice e Promoter, che ha sempre aiutato i suoi connazionali. La giornalista Cavaliere è Producer e Host della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” dalle 12-2pm WRHU, Radio Hofstra University di New York, premiata dall’UNESCO, “Prima Radio University in the world”, dove è stato ospite. Cristian è felice di essere stato supportato in America dalla meritocrazia, dove si è aperto un mondo, continua a dire e dove è stato apprezzato per il suo talento. Afferma di aver trovato una seconda famiglia e spera di tornarci al più presto. In realtà generalmente viaggia per gli USA in settembre per il “mese della cultura”. Ha preventivato per motivi di lavoro di poter rimanere negli States per almeno 3 mesi, insieme alla famiglia, chiedendo il visto artistico. Tanti programmi per il futuro, che affronterà uno alla volta, perché gli piace sorprendersi; l’importante è aiutare chi è in difficoltà; poi afferma che ogni cosa arriverà a suo tempo. Il suo messaggio per i giovani italiani che, dall’Italia, all’Europa, America fino in Australia, vogliono fare esperienze fuori dalla patria è di rischiare, di avere coraggio senza paure, perché gli italiani hanno quel quid in più che li fa apprezzare da tutti. Per quei giovani che vivono, invece, già all’estero insiste nel dire di persistere con forza nei propri sogni, in quanto prima o poi si realizzeranno, perché sono stimati per le loro competenze e la nostra cultura da sempre riconosciuta all’estero.
L’Italia è storia di uomini forti, di eroi che hanno saputo imporre con sinergia le loro conoscenze e dato il massimo per essere gratificati come “il popolo del cuore, sole e dell’amore”.



