Un italoamericano, “perla rara della scienza”

Joseph Tromba, nato A Brooklyn, vive a Garden City in Long Island (USA). I suoi nonni emigrarono dall’Italia, i nonni materni da Formia, prov. di Latina nel Lazio e i nonni paterni da Saviano in Campania. Gli italiani all’estero, dall’Europa, all’America fino all’Australia, non devono mai dimenticare le proprie origini, la grandezza della cultura e tradizioni italiane.

Ricchezza della medicina mondiale il Dott. Joseph Tromba rappresenta un “gioiello speciale per la scienza”. È fama per chi si pregia di conoscerlo o averlo incontrato. Fisionomia affascinante, che denota tratti peculiari e interessanti, occhi e sguardo profondo, attento e accurato, ci accoglie con lo slancio di un adolescente. Dote che, insieme alla galanteria lo rivelano “uomo di raffinatezza rara”. La nostra intervista su Zoom- Web con registrazione, short- video e pubblicazione sui social, autorizzata dal Dott. Prof.Tromba, ha il suo prologo. Il racconto parte col dirci che è collegato da Long Island, sobborgo di New York, dove si trova in ambulatorio, dopo una giornata di lavoro. È nato a Brooklyn il 31 luglio dell’anno 1955, ma vive a Garden City in Long Island (USA). I suoi nonni emigrarono dall’Italia, i nonni materni da Formia, prov. di Latina nel Lazio, quelli paterni da Saviano, in Campania. Ha una carriera scolastica di tutto rispetto, dato che il suo CV fa riferimento all’Universita’ di Urbino, nell’estate del 1976. Si afferma al SUNY di Stony Brook. All’Universita’ dello Stato di New York nel 1977 ottiene il Baccalaureato in Biologia e Letteratura italiana. La Maturita’ Scientifica si colloca al Liceo “Guglielmo Marconi” di New York nel 1978. Ciò che lo consacra italoamericano di grande tempra è la Sicilia, dove nel 1985 all’Università’ di Catania si Laurea in Medicina e Chirurgia. È in quella gradevole sosta di 5 anni che impara meglio la lingua italiana ed anche qualche parola in siciliano. Gliene chiediamo qualcuna e lui ripete “picciriddu”, che in italiano vuol dire bambino. Così semplice, proprio come quel bimbo, cresciuto con l’ingenuità e la dolcezza disarmante, caratteristica di Joseph. Ha frequentato dal 1985/1990 la “Scuola di specializzazione in medicina interna e gastroenterologia Jamaica Hospital”. Tante le sue attività’ professionali: dal 1990-2021 Ambulatorio privato, nel 1990 Gastroenterologo Northwell Physician Partners. È Socio e collaboratore principale di Endoscopy Center of Long Island.  Questo centro può essere ritenuto uno dei  più’ importanti, dedicato alla diagnosi delle malattie intestinali, sulla costa est degli Stati Uniti. Non è raro alle Onorificenze: membro di American College of Physicians, di American College of Gastroenterology. Sono da menzionare i molti tributi conferiti: Alumni Award: nel 2012 SUNY Stony Brook, 2016 Alumni Award: “La Scuola d’Italia Giugliano Marconi”. Si è, inoltre, affermato per un “Ciclo di conferenze” sugli studi italiani e italoamericani al SUNY Stony Brook. La vera chicca che lo rende unico è il fatto che sia sostenitore non soltanto finanziario, ma anche sostenitore morale, con supporto psicologico, incoraggiamento o approvazione ideale di Associazioni, attraverso pubblicazioni, convegni e meeting, che danno grande lustro a lui ed a chi lo ospita. Il Prof. Joseph Tromba è una delle “perle rare” scienza nella “Scuola d’Italia”, che da sempre ha apprezzato l’opera del grande medico. È stato qui l’incontro con la giornalista italoamericana, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, Presidente “Association Italian American Educators”, AIAE. Josephine, definita dall’intervistato, “Donna energica e vulcanica”, è Producer ed Host, della trasmissione radiofonica “Sabato Italiano” a Radio Hofstra University di New York, premiata 5 volte Premio Marconi e 1 volta dall’UNESCO, Prima “Radio University in the world”. Ora Joseph è uno degli ospiti più ambìti del programma radiofonico, tanto ascoltato a livello mondiale. Il Professor Tromba, attorniato in ospedale dai tanti allievi che seguono le sue lezioni, vuole trasmettere la sua forte passione per la medicina ai giovani studenti e medici specializzandi. Nonostante sia un luminare glorioso nel lavoro è uomo semplice, mettendo in primo piano il malato.  È umile come i suoi nonni, che gli hanno trasmesso molti valori, come l’unione della famiglia. I suoi genitori non erano italiani. Papà Luigi, nato in America e mamma Maddalena, per metà Slovacca e per metà Canadese erano persone che amavano il vincolo del focolare domestico e così tramandato ai figli. Non può dimenticare di citare i suoi 3 fratelli, Raimondo (vice Preside jbm), Luigi, nel ramo della pasticceria come papà e la sorella Cara, che è una brava insegnante. Ecco perché lui oggi ha una famiglia tanto unita, che lo fa sentire fiero e gagliardo. Si sente di ringraziare la moglie Susanna, che lavora da tanti anni con lui in ospedale e la figlia di 18 anni, Gabriella, di cui è orgoglioso. La giovanissima si è iscritta alla New York University (NYU) in quanto vuole intraprendere gli studi di Giurisprudenza. Lo rassicura la perspicacia e l’intelligenza della giovane, che sicuramente avrà un futuro ed una carriera rosea. Gli chiediamo se gli piacerebbe tornare definitivamente in Italia. Risponde con “Tantissimo, ma non è possibile perchè la mia famiglia è e vive in America”. Promette che presto tornerà a visitare la Sicilia, dove andrà a trovare a Ragusa degli amici, che hanno un” Bed and Breakfast”, così gli facciamo promettere che verrà a trovarci. Siamo all’epilogo della nostra intervista che lo vedrà protagonista nei giornali che faranno il giro del mondo. Gli chiediamo un messaggio per gli italiani all’estero. Si emoziona il Dott. Joseph Tromba. Afferma che gli italiani all’estero, dall’Europa, America fino all’Australia, devono essere orgogliosi di appartenere al vessillo italiano. Non devono mai dimenticare le proprie origini italiane, la grandezza della cultura e tradizioni popolari, ma soprattutto la lingua. Tromba rammenta che, nonostante in casa sua non si parlasse italiano, non ha mai tralasciato di approfondire la grammatica italiana e i vocaboli in uso, per mai obliarli.

Commuovente il suo saluto finale a noi e all’Italia, con un “Ciao Italia”, che vuol essere un abbraccio d’amore per tutti gli italiani e per la terra del tricolore, che lo ha accolto e che definisce la sua seconda casa.

kettymillecro55@gmail.com

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