Dall’Abruzzo un giornalista-scrittore internazionale

Generoso D’Agnese, giornalista e scrittore navigato, che ha saputo cogliere i momenti più peculiari di tanti Abruzzesi sparsi per il mondo. In “Abruzzo, I campioni siamo noi”, ultimo libro, pubblicato in ottobre/novembre 2025, con 240 storie. Deve molto al “Messaggero di Sant’Antonio” e a quel libro che non ha potuto pubblicizzare, “L’avventura della fede”.

Un nome che è tutta una presentazione di sé stesso, della sua personalità, del suo animo, Generoso D’Agnese. È giornalista di tutto rispetto, navigato, che ha saputo cogliere i momenti più peculiari di tanti Abruzzesi sparsi per il mondo. Lo intervistiamo su Zoom-web, dopo il consueto permesso di registrazione e pubblicazione accordatoci, con la stessa magnanimità con cui ci ha accolti. È un grande personaggio che ama gli italiani nel mondo. Con la calma che lo contraddistingue ci palesa che, attualmente, collabora con varie testate, Abruzzo nel Mondo di Pescara, Messaggero S. Antonio di Padova, America Oggi di New York, Il Ponte di Copenhagen, Voce Italiana di Washington, L’Italo-Americano di Los Angeles, Il Gazzettino Italiano Patagonico di Neuquen (Argentina, “Fatti Nostri” di Santo Domingo, L’Osservatore Romano di Città del Vaticano, Il Marco Polo di Vancouver.  È un nutrito numero di eccellenti testate di alto livello. È stata in occasione di un suo articolo su Generoso D’Agnese che, omonimo, vive in America, è stato notato dalla scopritrice di talenti, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, italoamericana, Presidente AIAE, giornalista e Host del “Sabato italiano”, I Radio nel mondo a Radio Hofstra University di New York. D’Agnese, nato in Svizzera, a Zurigo, dove la mamma aveva trovato lavoro e poi raggiuntola il marito, è rimasto all’estero, fino all’età di 14 anni, quando si trasferisce in Abruzzo. Da qui l’imput di scrivere storie di emigrazione. Inizialmente scientifico, poi nel 1987 si imbatte nel giornale ”Abruzzo nel mondo”. Da lì al noto giornale il Messaggero di Sant’Antonio e quindi il prestigio di collaborare con il più antico giornale d’America, “America oggi” quotidiano in lingua italiana negli USA fondato il 14 novembre 1988 nel New Jersey. Lo sport, così sostiene, è un veicolo importantissimo. Nelle storie rappresentate in “Abruzzo, I campioni siamo noi”, ultimo libro, pubblicato in ottobre/novembre, dove ci sono 240 storie, in cui si è ritrovato con altri autori, Robottini, Mancini. Definisce lo sport un “riscatto sociale”, basterebbe citare Rocky Marciano, ci ricorda, ma anche nomi meno conosciuti. Ci sono poi 150 citazioni di sportivi abruzzesi che hanno avuto medaglie per campionati anche mondiali o che hanno ottenuto notevoli risultati, pur rimanendo nell’ombra. Sostiene che ha imparato alla conservazione della memoria. Ricorda che quando ha iniziato circa 40 anni fa si parlava degli emigranti quasi con fastidio. Essendo abruzzese e anche mezzo campano, si è interessato di entrambe le emigrazioni. Ciò che si propone è la rivalorizzazione e il riscatto della memoria. Storie perdute, storie che vanno riprese! Studiate e ricomprese, sarebbe bello riprendere le storie degli emigranti del 600, 700 ed 800. Un cuore per l’appunto “generoso”, proprio come il suo nome, che ostenta la provenienza abruzzese come lui. Generoso è il nome di suo nonno paterno della provincia di Avellino, da Marano. In questa circostanza rievoca il nome di un calciatore del posto, Walter Alfredo Novellino. Imparentato con questi ultimi, ma soprattutto con Generoso D’Agnese di Long Island, anche lui scrittore di America oggi, che si è occupato abbondantemente della Tarantella Montemaranese. Nato e cresciuto in Svizzera, a Zurigo, il nostro Generoso fino all’età di 14 anni, dove gli emigrati venivano chiamati secondi. Fu la mamma, portata dal padre che era stato in Argentina, poi in Belgio e dopo in Svizzera, ad andare a lavorare per prima, poi con l’atto di richiamo trovò lavoro chiamò il marito. Erano gli anni 1955/56 quando la famiglia fu riunita. La Svizzera, ripeteva suo nonno, era come il Paradiso, rispetto al Belgio (si ricordi la tragedia di Marcinelle). L’incendio nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, del 1956, provocò la morte di 262 minatori di cui 136 gli italiani, di cui 60 erano abruzzesi. Il suo ritorno in Italia nel 1975 è stato traumatico, perche si sentiva italiano in Svizzera, ma straniero in patria. Si poneva male con i coetanei e spesso si sentiva “bullizzato”. I genitori con i soldi guadagnati si fecero un’attività in proprio, una sartoria, che mantennero per 30 anni. Avevano la possibilità di scegliere Salerno o Pescara, ma avendo la nonna un appartamento a Pescara, optarono per quest’ultima. Litigava spesso con gli altri ragazzi, ma è stato salvato dallo sport, quando ha cominciato a giocare a rugby. L’articolo, che ha preannunciato la sua vena di scrittore, risale all’età di 10 anni, quando cominciò a scrivere il suo primo articolo sul dirottamento di un aereo tedesco da parte dei Palestinesi, come ci precisa. Il secondo articolo era un argomento scelto sulla base dei mestieri e, poiché in Svizzera abitava vicino ad una teleferica, scelse di scrivere sul mestiere del manovratore della teleferica. Da ragazzo talentuoso, Iniziò a fare l’intervista e viaggiare nel contempo gratis. Dopo il diploma ha iniziato a fare all’Università gli studi di Biologia, che purtroppo ha dovuto interrompere.  Il primo giornale che lo ha accolto è stato “Abruzzo nel Mondo” di Pescara. Ha alle spalle parecchi programmi radio: ⁠MADE IN ITALY RADIO PADOVA, ⁠Radio Speranza Pescara, ⁠INSIEME: rubrica radiofonica del “Messaggero S.Antonio”. Trapela in Generoso quella forte fede, che lo ha condotto “All’Osservatore Romano del Vaticano” (con articoli sui Missionari), al Messaggero di Sant’Antonio e a quel libro che non ha potuto pubblicizzare, “L’avventura della fede”, a causa di una brutta malattia, da cui è guarito e dalla quale si sente miracolato. Sono, infatti, 55 articoli che lo hanno arricchito moltissimo. Le collaborazioni importanti sono state con il Direttore Stefano Vaccara, Patrizia Airos e Don Serafini, che hanno creduto in lui. I suoi progetti imminenti sono di far conoscere l’ultimo suo libro “Abruzzo, i campioni siamo noi” (2025) Edizioni Masciulli-Giulianova. È possibile trovare sul web la rassegna di tutti i libri dello scrittore-giornalista Generoso D’Agnese. L’obiettivo per la sua carriera è quello di continuare con le testate con cui collabora, poi come scrittore gli piacerebbe passare alla narrativa sempre con il filone sugli italiani nel mondo. Il suo obiettivo è continuare a scrivere e collaborare con le testate giornalistiche che lo sostengono oggi. L’Italia è una terra che unisce tutto l’universo, con una miriade di gente provenienti da tutte le regioni, con un abbraccio globale. L’ultimo saluto di questa interessante intervista la volge a tutti gli italiani nel mondo, dall’Europa, all’America, all’Australia. Insiste sull’affermazione della permanenza del ricordo della lingua, tradizioni, usanze di uomini e donne, che hanno lasciato l’Italia per andare all’estero. L’Italia, ribadisce, va ricordata sempre, così come vanno rispettate le tradizioni della seconda patria, che ha accolto gli italiani come figli.

kettymillecro55@gmail.com

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